2019 / 2020 - PER ASPERA AD ASTRA riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza

Per aspera ad astra, alla sua seconda edizione, è promosso da ACRI - Associazione di Fondazioni e Casse di risparmio SPA, è sostenuto da undici fondazioni bancarie, fra cui la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, e vede coinvolto il Teatro del Lemming presso la Casa Circondariale di Rovigo. Il progetto individua nei corsi di formazione professionale lo strumento principale del progetto. Per i detenuti i corsi di formazione, aventi ad oggetto diverse “materie” inerenti le arti e i mestieri teatrali, assumono la stessa connotazione di un corso scolastico. I detenuti allievi iscritti che frequentano i corsi sono tenuti ad tenere una percentuale minima di frequenza perché gli possa essere riconosciuta un'indennità (strumento sia di incentivazione alla partecipazione, ma soprattutto equo riconoscimento all’impegno profuso); il percorso ha pieno valore professionalizzante in quanto i partecipanti sono chiamati a mettere alla prova a livello pratico quanto appreso durante il corso attraverso delle aperture al pubblico dell’esito finale del laboratorio.

Seguendo questi presupposti il Teatro del Lemming ha attivato un Corso di formazione professionale ai mestieri del teatro presso la Casa Circondariale di Rovigo tra fine settembre 2019 e fine marzo 2020. Il progetto rappresenta una sistematizzazione dell’attività portata sinora avanti dal Lemming all’interno del Carcere con laboratori teatrali annuali dal 2015.

 

2016 / 2018 - LABORATORIO CARCERE

Dalla fine del 2016 sino al 2018 abbiamo realizzato un laboratorio di teatro all'interno della Casa Circondariale di Rovigo. Il laboratorio è stato sostenuto grazie al progetto Il teatro dei sensi promosso dalla Regione Veneto - Direzione Regionale per i Servizi Sociali - Servizio Prevenzione delle Devianze e Tossicodipendenze e al Bando Progetto Sociale della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Qui un video documentario che racconta la nostra esperienza con alcuni dei partecipanti.

 

 

2014 - NELLA TEMPESTA
alcune riflessioni a margine del laboratorio in carcere

Da maggio ad ottobre, con una pausa durante luglio e agosto, il Teatro del Lemming ha condotto, con cadenza bisettimanale, un laboratorio teatrale per i detenuti nella Casa Circondariale di Rovigo. Martedì 17 novembre è stato presentato alla direzione del Carcere e ad un piccolo pubblico proveniente dall’esterno uno studio su “La tempesta” di W. Shakespeare. Il progetto è stato possibile grazie alla vincita del Bando della Regione Veneto a sostegno di interventi nel settore sociale del 2014.

Quello delle Case Circondariali è un luogo altro, anche rispetto all’alterità che il carcere in sé rappresenta. È un ambiente caratterizzato dalla sosta, dall’attesa e dalla sospensione, abitato da coloro che sono in attesa di giudizio, da “color che son sospesi”, appunto. All’interno dell’Istituto, nello spazio della chiesetta, sgombro da banchi e sedie, ha preso vita il laboratorio che ha registrato, nel tempo, la frequenza di 25 detenuti. Ancora una volta, anche in un luogo come questo, il Teatro ha rilevato la sua natura dirompente. Abbiamo lavorato sulla creazione di un gruppo, sulla fiducia e sulle relazioni inter-personali, tutti presupposti quasi dati per scontati nel normale lavoro sul palcoscenico, ma che tra i frequentanti, spesso di nazionalità diverse, scontati non erano. E poi sull’uso del corpo. In un istituzione che tende a ridurre inevitabilmente il carcerato ai suoi bisogni primordiali (mangiare, dormire, defecare), che tende quindi a comprimere il corpo, a rinchiuderlo all’interno di spazi, schemi e regole etero-imposti, la sua riscoperta ha il valore di una piccola rinascita. In questo modo, all’interno di questo spazio altro, abbiamo creato una piccola isola che sempre più cominciava ad assomigliare a quella abitata da Prospero, Calibano e Miranda.

Per lungo tempo abbiamo lavorato seguendo questi obiettivi, in una fase più propriamente di laboratorio. Ci sembrava rischioso cominciare la creazione di uno studio finale, in un contesto inevitabilmente caratterizzato da un flusso costante di persone. Ci ha sorpreso – e gratificato – vedere che alcuni dei partecipanti avevano questa esigenza. Alla fine, nel loro desiderio, si è espresso quello che è il teatro: arte meno individuale di altre proprio perché nasce da una creazione collettiva, alimentata da energie di relazione. Assieme alle cinque persone che hanno scelto di intraprendere questa avventura abbiamo scelto di prendere come riferimento “La tempesta” di W. Shakespeare.

“O brave new world! That has such people in't! “ dice Miranda all’inizio dl V atto. Il tema del viaggio è stato predominante. Il viaggio di chi attraversa il Mediterraneo alla ricerca di “un meraviglioso mondo nuovo”, certo, ma anche il viaggio come scoperta, quel viaggio all’interno delle stanze dove la giustizia si fa di pietra e sbarre aspettando che i cancelli si aprano, aspettando la vita nuova. Crediamo che lo studio parlando di loro, inevitabilmente, in qualche modo, parli a noi. A questo nostro essere "irrimediabilmente coinvolti, per quanto vogliamo crederci assolti".

Rovigo, 25 novembre 2015

 

alcuni articoli: Il Gazzettino, 18 novembre 2015 / Rovigo Oggi, 18 novembre 2015 / Rovigo in diretta, 17 novembre 2015

 

 

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