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l'odissea dei bambini viaggio nel teatro per venti bambini di tutte le età

l'odissea dei bambini viaggio nel teatro per venti bambini di tutte le età

INTERPRETI

Fiorella Tommasini, Marco Cantori, Antonia Bertagnon, Veronica Mulotti

MUSICA E REGIA

Massimo Munaro

 

PRIMA RAPPRESENTAZIONE:

San Secondo Parmense, Rocca dei Rossi di San Secondo, 1 ottobre 2003

Dopo A COLONO – rito augurale per spettatore solo, omaggio esoterico e misterico dedicato al solo spettatore della Tetralogia – la morte come passaggio di stato, metamorfosi, caduta che diviene ascesi – da EDIPO a EDIPO – L’ODISSEA DEI BAMBINI rivolge la sua attenzione, come ultima conseguente post-fazione del ciclo, allo spettatore-bambino del presente, naturalmente, ma anche al bambino-spettatore del futuro. 
Il lavoro porta, come sempre, un sottotitolo, viaggio nel teatro per venti bambini di tutte le età, quasi a sottolineare che l’Infanzia non è tanto, o solo, una questione anagrafica quanto un territorio dell’anima, segnata, come lo è per Odisseo, per la ostinata capacità di essere curiosi, la voglia e la paura di attraversare col proprio corpo il mondo, il desiderio che seduce, la nostalgia di casa, l’arte di ingegnarsi sempre a risolversi e a reinventarsi la propria vita – senza requie. 
Si può avere 70 anni e avere conservato la curiosità del mondo e averne 7 e restare murati per sempre dentro la fortezza di Troia. L’infanzia non è una questione di anni. 
Il mio Odisseo è un bambino di otto anni che entra qui dentro da solo con altri bambini che forse conosce e forse no, ma con i quali fraternizza da subito e che aiuta a superare le tante prove di questo percorso che lo trova alla fine diverso eppure uguale.

Si è forse poco riflettuto su come l’ODISSEA (a cui abbiamo dedicato il lavoro conclusivo della nostra Tetralogia e da cui scaturisce questa appendice) possa essere considerata la fonte diretta delle favole che hanno attraversato la nostra cultura occidentale, oltre che l’infanzia di tutti: un modello generativo inesauribile e, se si effettuassero delle comparazioni, impressionante. 
In ogni caso mentre mamma-ATENA ci guida e ci protegge nel nostro viaggio, un’altra attrice si fa figura di tre opposti volti di donna: CALIPSO – la donna che ci lega col suo amore e coi suoi ricatti; CIRCE – la donna che ci nutre per divorarci; PENELOPE – la donna che ci ama fedele senza chiederci niente in cambio e a cui si anela tornare.  
Tre volti della medesima figura archetipa, quella della Grande Madre, con la quale Odisseo sembra lottare per tutto il viaggio: per una volta però questa lotta si risolve senza morti, finalmente senza l’uccisione del drago: Odisseo fa pace con ciascuno di questi aspetti. 
Questo approdo sereno passa per la fuga e la sfida contro l’Orco cattivo, il CICLOPE, per la morbida stanza delle stelle di EOLO e per la dolcezza della fanciulla NAUSICAA: una principessa… o forse una sorella che gioca con noi sotto il lenzuolo.

Per  il mio bambino di otto anni si tratta di un viaggio iniziatico alla scoperta del Teatro e forse di una piccola anticipazione – oracolo gentile - dell’intero percorso che segnerà  la sua vita futura.